Toti tui

Archivio per novembre, 2005

Sulla Locride si sta per s-catenare la Speranza…!

 
 
 

Niente ti turbi, nulla ti spaventi.

Tutto passa, Dio non cambia.

La pazienza, tutto ottiene.

Chi ha Dio di nulla manca. Dio solo basta.

                                                                  S.Teresa d’Avila

Tre nomi da non dimenticare: Ida, Theresia e Alfita

da AsiaNews – 8 Novembre 2005
INDONESIA
Nuove violenze a Poso, uomini armati sparano in faccia a 2 studentesse

E’ lo stesso luogo (le Sulawesi Centrali) in cui è avvenuto il martirio di 3 ragazze, Ida Yarni Sambue (15 anni), Theresia Morangke (15) e Alfita Poliwo (19), il 29 ottobre scorso. Le due studentesse ferite, entrambe di 17 anni, sono in condizioni critiche.

 

Poso – Due uomini armati di pistola hanno sparato in faccia da breve distanza a 2 studentesse di Poso, nelle Sulawesi centrali, alle 19 e 45 ora locale (12 e 45 ora italiana). Le nuove violenze sono avvenute nello stesso luogo dove il 29 ottobre 3 studentesse cristiane sono state decapitate e un’altra ferita gravemente.

Le 2 vittime sono Ivone, 17 anni, e Siti Nuraini, conosciuta come Yuli, anche lei di 17 anni. Un paramedico di nome Nurhayati ha detto pochi minuti fa che le vittime si trovano in condizioni molto critiche.

Ivone è stata colpita da un proiettile alla parte sinistra della mascella, mentre a Yuli hanno sparato al collo. “Sono state operate – dice il paramedico – all’ospedale di Poso”, dove sono state portate dalla polizia.

Al momento non vi sono ancora commenti ufficiali né dalla pubblica sicurezza locale né da quella regionale.

Poche ore prima del nuovo attacco il capo della polizia delle Sulawesi Centrali, commissario Oegroseno, ha ribadito che la polizia non ha ancora i nomi degli assassini di Ida Yarni Sambue (15 anni), Theresia Morangke (15), ed Alfita Poliwo (19), le 3 ragazze cristiane decapitate il 29 ottobre scorso in questa provincia. Intanto, la quarta ragazza, che sta recuperando la salute dalle ferite ricevute, è sotto continua sorveglianza della polizia, essendo una testimone del delitto.

Siamo con Voi, giovani della Locride. Èlpide, Speranza, sarà il nome nuovo della vostra terra.

dalla Lettera Pastorale 2005 di p. GianCarlo Maria BREGANTINI, Vescovo di Locri-Gerace

                     

"…è ancor più necessario intervenire con l’antidoto al male, cioè con quella forza interiore di bene che ci viene dal Cristo Risorto, unica forza che vince la paura e la rassegnazione.

Occorre che rileggiamo e viviamo con maggior intensità il tema della Giornata della Pace. di quest’anno 2005: “Non lasciarti vincere dal male, ma vinci, con il bene, il male!” (Rm 12, 21).

Al male così esplosivo, quasi ci fosse una strategia diabolica che ci vuol distruggere, dobbiamo opporre tutta una serie di iniziative di bene, che siano in grado di contrastarlo con fermezza e poi di riuscire, con la forza dello Spirito Santo, di trasformarlo in speranza viva, come ci esorta proprio la prima lettera di san Pietro…"

"…chiedo di sottolineare alcuni aspetti della virtù della Speranza, dentro il nostro contesto.        

Camminare a testa alta: è l’augurio che sempre rivolgo […] Un camminare a testa alta, che ci viene proprio dalla fede nel Cristo Risorto, una fede che ci aiuta a vincere la paura e ad affrontare il male. […]  La fede si costruisca sulla fermezza e si manifesti nella fierezza di essere cristiani. Abituiamo sempre più i nostri ragazzi e giovani a non piegarsi di fronte al male, a non scendere a compromessi, a non piegare la testa di fronte ai prepotenti, ma solo di fronte a Dio e ai piccoli e ai bambini. Di fronte a loro, sì, noi dobbiamo piegarci, ma mai di fronte a chi è violento, prepotente, arrogante, mafioso! […]

La speranza infine diventa segno efficace quando è accompagnato dalla carità, che si fa accoglienza degli immigrati, spazio di rinnovo per chi è ferito dalla droga e dalla violenza mafiosa, sostegno alle famiglie colpite dal dramma dell’alcoolismo.

Per tutte queste ferite, adagio adagio stanno sorgendo in diocesi delle strutture di risposta, in specifiche case di accoglienza, che presenteremo meglio di volta in volta.

Grazie vivissime alla Caritas diocesana che tanto lavora per ridare speranza.

Non ultima, l’intervento sempre più efficace contro l’usura, dove ormai le risposte sono consolidate, efficaci e solide.

Quest’anno speriamo di dare inizio alla Casa della Caritas, in due strutture, da costruire all’interno del giardino dell’episcopio, oltre ad avviare la casa di ospitalità per minori in grave disagio, a Bosco di Bovalino…".

 

LANCIO UN’IDEA (da diffondere, se condivisa, col tam-tam degli internauti):

 

far pervenire da tutta Italia offerte – anche piccole – a un comitato ufficialmente riconosciuto (come il Comitato Trentino-Locride avente sede a Trento, ad esempio) o direttamente alla Caritas diocesana della Locride. Con la causale : casa di ospitalità per minori di Bosco di Bovalino.

 

 P.S.: a molti è già noto che su Repubblica.it, vi è un blog che offre l’occasione ai giovani della Locride di rimanere in contatto con quell’"Italia che non li abbandona”                     http://blog.repubblica.it/rblog/page/AMelone 

 

E’ tempo di sciogliere dalle catene la Speranza! Insieme si può. 

IL PARADISO SOFFOCA


Hai conosciuto il Paradiso. E’ entrato in te. Sei entrato in lui. Hai vissuto questo Paradiso con un altro, poi due, poi tre…, come le note di una melodia che si armonizzavano, si univano, si rispondevano e giocavano insieme. Ti sei aperto a questo Paradiso come un fiore timido, che non osava crederci all’inizio, e poi si è lasciato fare.

II Paradiso ti ha preso allora in un modo così forte, che e’ entrato fino in fondo al tuo essere, al cuore, alle tue vene, alle fibre della tua anima, della tua carne stessa.

Ad un certo punto, ti e’ parso di essere diventato tu stesso il Paradiso, essere diventato Dio. essere diventato l’altro. Ma non riesci a raccontarlo: le parole non sono sufficienti.

Poi, sei tornato sulla terra, la terra di prima (perché in Paradiso anche la terra e’ divenuta Paradiso). Ed hai avuto male, molto male. Non potevi sopportare, perché sei fatto per il Paradiso ed il resto e’ troppo piccolo per te.

Allora incomincia la tua avventura, l’avventura che durerà sino alla tua morte, la lotta per costruire il Paradiso che avrai dopo l’eternità. Intanto, sei qui, con questo Paradiso che vuole rivivere in te, che vuole crescere, svilupparsi, darsi all’altro: e ti senti troppo piccolo, troppo stretto. Il Paradiso soffoca in te, vorresti fargli posto, liberarlo, lasciarlo volare, ma non ci riesci. Intuisci cosa potrebbe essere il Paradiso se tutto fosse aperto e libero; ma non e’ possibile, o almeno non subito. Non lo sopporteresti. Impazziresti, moriresti sull’istante. Allora ci vuole del tempo: bisogna lasciare ogni parte di sè, scavarsi poco a poco, sbloccarsi. Farsi più malleabile, più trasparente e docile all’azione di Dio.

Ci sono tante cose da rompere in te, ed impari che ogni volta che hai male e’ un bene, e’ una porta di più che si apre. E diventi più libero, più sereno, più intero.

Alle volte ti senti finalmente pronto ad accettare tutto, a tutto condividere con l’altro, ed e’ l’altro che non e’ pronto; l’altro sta lottando e soffrendo. Puoi solo condividere con lui questo dolore, essere presente, amarlo con tutto il tuo cuore, ma con una infinita delicatezza, per non bruciare niente, per lasciare tutto realizzarsi col tempo, come si lasciano crescere le piante, dando a loro semplicemente acqua, mettendole al sole, ma senza spingere, senza voler fare andare la natura più veloce di quella che può.

A poco a poco il tuo cuore si riempie dell’altro, di colui che ami tanto. ma che potrai amare totalmente in Paradiso.

Ci sono però dei momenti dove l’altro è te, siete pronti nello stesso momento ed e’ un giorno di festa, e’ il momento di darsi tutto, di lasciare passare dall’uno all’altro questo  lento lavoro di Dio che si e’ fatto col passare del tempo. E’ come un balsamo che riempie il cuore, che accarezza le piaghe ancora male chiuse; calma l’agitazione che non si poteva fermare. In quel giorno ti senti di nuovo essere il Paradiso, ti senti l’altro; e’ così bello, e’ così puro e così forte che sei tutto riempito, come se niente di più grande ti potesse ancora succedere.

E’ il momento di raddrizzare in. te tante cose che non sapevano più dove andare. Il momento di rimettere tutto a posto, di approfittare di questa luce per essere totalmente vero, totalmente nudo davanti all’altro e davanti a Dio.

Potrai riprendere allora il tuo cammino verso il Paradiso con più forza, diritto verso il tuo scopo.

Ed e’ così importante. Ma non devi fermarti lì, perché non e’ l’altro che conta, ne’ tu che conti, ne’ questo momento di Paradiso; ma il lavoro che Dio deve fare, e Lui solo sa dove va, Lui solo sa dove ci conduce, poco a poco, lentamente e sicuramente sino al Cuore di Lui stesso!             

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