Toti tui

La gentilezza di Dio

 

 

Verso le 18:45 sono uscito sul tratturo dietro casa per la passeggiatina serale e pian piano ho raggiunto l’ultimo filare di vite, quello che mio padre chiama “a piantà dea framboea”.

Giunto in testa al campo il vento mi ha avvisato della presenza di viti da cui intenzionalmente non erano stati asportati i grappoli, nella vendemmia di cinque giorni fa.

Trovato con gli occhi ciò che il fiuto aveva presentito, con due dita ho staccato l’acino apicale di uno splendido grappolo, dato che la posizione in carrozzina non mi consentiva di staccarlo intero.

Gustatane con calma la dolcezza, ho proseguito la mia ispezione lungo il filare. Dopo una ventina di metri sono tornato sulle tracce lasciate dalle ruote e mi sono fermato esattamente di fronte alla vite che qualche minuto prima aveva attirato la mia  attenzione.

Ebbene, proprio in quell’istante, da uno dei tralci, si stacca un grappolino turgido d’acini profumati che va ad arrestarsi su di una biforcazione del tronco, ad altezza accessibile…

Quanto misteriose sono, o Dio, le vie per le quali ci raggiunge ogni giorno il tuo amore di Padre!

 

(dal Diario di Tommaso Gastaldo – 2 ottobre 2004)

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