Toti tui

Loulou, Natale 2008

Carissimo, carissima!
Qui è la sera del 20 dicembre, una serata tranquilla, senza luna, ma con un cielo… da spavento! Le stelle sono bellissime! Di sottofondo ho il tamtam e i canti dei ragazzi che sono già entrati da una settimana nel clima delle feste natalizie…: per loro festa, canti, balli sono decisamente dei sinonimi… Per il resto, silenzio assoluto, pace profonda.
Per contrasto mi viene da pensare a te che probabilmente starai invece "soccombendo" sotto il peso di quello che è diventato il Natale occidentale. Qualche sera fa mi ha chiamato un amico prete, don Gianantonio di Magré, e mi diceva la fatica che stava facendo per "ritrovare Gesù", in una festa in cui la fede ormai non c’entra più per nulla… Mentre lo ascoltavo, forse per contrasto, andavo con il pensiero al Natale che da due anni vivo qui a Loulou. Non mi sorprenderebbe di ritrovarti aggregato/a alla folta schiera di quelli che pensano (e spesso mi dicono!): "Beato te! Tu sì che vivi il vero Natale!". Sì, avresti perfettamente ragione: beato me! Non sono degno di una tale predilezione dal Cielo! Ma non tanto perché sono qui a vivere il Natale, ma perché sono qui, e basta!
E in fondo cos’è il Natale? È la festa, la memoria della più grande delle condivisioni: Dio in persona che viene a condividere con noi la polvere delle nostre strade, il gusto dei nostri cibi, il peso dei nostri turbamenti, la gioia dei nostri bei momenti e la sofferenza del nostro male… Dio che viene per condividere…: mi piace molto questo pensiero, perché lo sento come una spinta. Il rischio, invece, è quello di rimpiangere "i Natali di una volta", dove "c’era tanto e vero sentimento, dove c’era un’attesa religiosa, dove si sapeva sorprendersi davvero davanti ai regali impacchettati…" Ma è veramente questo il Natale perduto, quello che tutti noi vorremmo recuperare?
Non so, non so… In questi giorni continuo a tornare su quell’idea del Dio che viene a condividere e mi dico che fare Natale non è più allora questione di "buoni sentimenti", ma di scelte ben concrete e scomodanti. "…(Gesù) pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini…", ci insegna san Paolo. Ecco il Natale, allora: spogliarsi, rinunciare a diritti e privilegi, assumere la condizione di servi, farsi vicini agli uomini…
Bah, sono riflessioni che sto facendo e che mi è sembrato bello condividere con te: non prenderle né come un richiamo, né come una predica!

I cristiani sono un piccolo gruppo di persone che stanno, a fatica, cercando di dirsi nelle loro peculiarità. Se uno della "famiglia" tradisce il credo comune, tutti ne risentono, tutta la comunità è messa in discussione!
In ottobre e novembre, poi, sono stato qua da solo, perché don Giuseppe è rientrato in Italia per le vacanze: tutto sommato l’esperienza "in solitaria" non è andata male, anzi. La gente sa farsi più vicina quando vede che sei in difficoltà e così ti accorgi che non è poi vero che sei "da solo"! Se a questo si aggiunge qualche telefonata in più ricevuta dall’Italia, devo onestamente dire che anche quello è stato un bel periodo.
Tra l’altro, finiti i raccolti di miglio, arachidi e fagioli, la gente ha avuto un po’ di tregua dai campi (un paio di settimane, prima di ricominciare con il cotone!). Così ne abbiamo approfittato per organizzare una sessione di formazione su una coltura che vogliamo cercare di introdurre: la soja.
Che bella esperienza che è stata! Il nostro lamido (il capo di un territorio piuttosto vasto, una figura molto importante nella società africana) ha preso parte alla sessione e ne è uscito entusiasta: credo che ci aiuterà molto a spingere verso questa piccola "rivoluzione" agricola. Sì, perché se le cose vanno come si sta profilando, per la gente si prepara un bel salto in avanti: la soja potrebbe diventare un’alternativa ad alcune colture che attualmente non rendono più quasi niente!
E poi le donne, durante la sessione, hanno anche imparato a preparare dei piatti nutrienti e gustosi, che – se entrassero nell’alimentazione locale – significherebbero una grande risposta ai problemi di denutrizione e malnutrizione. Speriamo!
Il mese di dicembre, con d. Giuseppe di nuovo qua, lo stiamo dedicando alle formazioni: prima quella dei futuri catecumeni e poi quella dei catechisti. I primi sono 103 e faranno il loro ingresso nel catecumenato il giorno di Natale. Con questo passo entreranno a tutti gli effetti a far parte della comunità cristiana e, attraverso un cammino di catechesi e di testimonianza di vita, arriveranno tra tre anni a ricevere il battesimo. Questi sono doni grandi che il Signore ci fa! Veramente viene da cantare con Maria: "Grandi cose ha fatto l’Onnipotente" !
Ma c’è un ultimo aspetto che non posso tralasciare (e mi pento di averlo lasciato alla fine!): nei mesi di settembre e ottobre, nella nostra zona, c’è stata una straordinaria invasione di zanzare. Solo che le zanzare qui non si limitano a pungerti e a darti un fastidioso prurito. Qui "zanzare" significa "malaria"! I villaggi ne sono stati pieni fino a qualche settimana fa (adesso i casi sono in diminuzione, ma ben lungi dallo scomparire!) e purtroppo non so quanti bambini ne sono morti. Ci sono state delle settimane in cui era quasi quotidiana la notizia di nuovi decessi tra i più piccoli. Perché i bambini? Perché essi sono perennemente sottoalimentati e quando la malaria trova un corpo debole, spesso ha il sopravvento.
Per me, quest’anno, fare Natale, significherà pensare tanto a queste creature… Almeno Gesù ha avuto una mamma che è vissuta "per Lui", ha avuto un san Giuseppe che se ne è preso cura, che l’ha difeso… Ma questi bambini, molti dei quali non hanno neanche ricevuto un nome perché sono morti prima ancora che arrivasse il momento di darglielo,… questi bambini…
Chiudo qua!
Dirai: potevi chiudere con qualcosa di più gioioso…
Hai ragione! Anch’io, come vedi, devo stare un po’ di più alla scuola del Bambino di Betlemme. Anch’io devo lasciarmi coinvolgere e travolgere dalla sua venuta sulla terra. Anch’io ho bisogno di sentire che Lui è con noi, con me, con la mia gente, con gli amici come te…!
Ti auguro di cuore di essere sorpreso/a da questo Dio che viene a condividere, e magari di riuscire a comunicare ad altri l’emozione di questa sorpresa.
Ti abbraccio con tanto e vero affetto. Buon Natale!
… e buone feste, in generale!

d. Maurizio

Commenti su: "Gesù nasce di nuovo, per tutti! Osanna in tutti i cieli del mondo!" (3)

  1. diana ha detto:

    senza parole……………………..anzi no, qualcosa vorrei dirla:come si fa a fare quello che fai tu?dove si trova il coraggio di lasciare tutto e tutti e dedicarsi agli altri?dove si trova la forza di andare avanti dopo aver visto così tanti bambini morire?ti prego, spiegamelo!perchè mi sta venendo voglia di farlo anch\’io!

  2. Claudio ha detto:

    Carissima Diana,ho inserito come augurio la lettera del missionario che ieri ho ricevuto. Mi è sembrata una chicca da condividere subito. Il tuo feed-back ne è, in un certo senso, una conferma. Girerò le tue domande al missionario e ti farò avere la sua risposta.Nell\’attesa (di Gesù Bambino…) , un link: http://www.clickcaster.com/items/conversation-10Buon Natale!

  3. diana ha detto:

    grazie..penso che le mie siano domande che si fanno in tanti!!a presto allora..intanto Buon Natale anche a te.

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